Confini

"Confini"

Il confine è definito da Treccani come “zona di transizione in cui scompaiono le caratteristiche individuanti di una regione e cominciano quelle differenzianti”. Un confine è dunque una zona d’ombra, dove ciò che è conosciuto comincia a scomparire per lasciare spazio al “diverso”. Un confine può essere geografico, naturale, politico, mentale o perfino immaginario. I confini si possono tracciare, ridefinire o cancellare. Possono essere allargati o ristretti. Nella Storia, i confini, sia fisici che mentali, sono sempre stati elastici e, a volte, sono stati scelti e definiti come giusti per scopi personali. Oggi, i nostri confini sono sempre più eretti a scudi di protezione. Per renderli più resistenti paghiamo persone e produciamo leggi per proteggerli e succede perfino che costruiamo muri per farli diventare invalicabili. In un mondo dove ci sentiamo più sicuri nei nostri confini, possiamo chiederci qual è e, se esiste, la differenza fra un confine fisico e uno mentale. Se questi due tipi di confine siano collegati e il perché di questo collegamento. E chiederci anche qual è il prezzo di un confine invalicabile. Cosa succede se solo chi rientra nelle “caratteristiche individuanti di una regione” potrà far parte del nostro spazio e lasceremo fuori dalla nostra realtà tutti quelli che presentano “caratteristiche differenzianti”? Saremo davvero più sicuri? Non rischiamo di perdere qualcosa?