Water grabbing

"Water grabbing"

Con “water grabbing”, o “accaparramento dell’acqua”, ci si riferisce a situazioni in cui attori potenti sono in grado di prendere il controllo o deviare a proprio vantaggio risorse idriche preziose, sottraendole a comunità locali o intere nazioni, la cui sussistenza si basa proprio su quelle stesse risorse e quegli stessi ecosistemi che vengono depredati. Le conseguenze sono terribili per chi le subisce: famiglie intere scacciate dai loro villaggi per costruire enormi dighe, privatizzazione delle fonti idriche, inquinamento delle acque per scopi industriali e controllo dello sviluppo di fonti idriche da parte di militari. L’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari è stato riconosciuto come diritto umano nel 2010 grazie a una risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Infatti, l’articolo 1 della risoluzione sancisce che “l’acqua potabile e i servizi igienico-sanitari sono un diritto umano essenziale per il pieno godimento del diritto alla vita e di tutti gli altri diritti umani" ( http://www.un.org/en/ga/search/view_doc.asp?symbol=A/RES/64/292). Nonostante questa risoluzione storica, questo diritto non viene garantito attualmente in tutto il mondo. Le principali regioni del mondo problematiche dal punto di vista del water grabbing sono: il Mekong, il Sud Africa, la Palestina e l’Etiopia. In queste regioni, strategiche in quanto a risorse idriche, l’accesso all’acqua è conteso fra grandi potenze e chi ne rimette sono i più deboli, quelli cioè che hanno meno mezzi per far valere i propri diritti. In queste regioni esistono vere e proprie lotte all’acqua. Nel conflitto isreaelo-palestiniano, la lotta all’acqua è da sempre al centro delle tensioni. Nell’estate del 2016, questa tensione latente è sfociata in una crisi poiché numerosi villaggi e campi profughi palestinesi sono rimasti senz’acqua per giorni, dovendo così importare acqua in grosse botti per sopperire ai loro bisogni, mentre aspettavano che la pressione tornasse nelle tubature. È così che il semplice gesto di poter aprire un rubinetto può essere negato e diventare una delle ragioni latenti di conflitti decennali. 

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