• Home
  • Notizie
  • "Finestre sull’altrove, 60 vedute per 60 rifugiati" a Villa Ciani
26 Set
22

"Finestre sull’altrove, 60 vedute per 60 rifugiati" a Villa Ciani

"Finestre sull’altrove, 60 vedute per 60 rifugiati" a Villa Ciani

Dal 18 al 23 ottobre a Villa Ciani di Lugano si terrà la mostra dell’architetto e disegnatore Matteo Pericoli “Finestre sull’altrove | 60 vedute per 60 rifugiati”. Una collaborazione del Film Festival Diritti Umani Lugano, insieme ad Amnesty International grazie al progetto Art for Amnesty, alla Fondazione Diritti Umani e Università della Svizzera Italiana - Facoltà di comunicazione, cultura e società.

Sessanta disegni ritraggono altrettante vedute dalle finestre da cui uomini e donne rifugiate, provenienti da tutto il mondo, hanno affacciato il proprio sguardo dopo essere stati costretti ad abbandonare la propria vita. Ogni tavola è accompagnata da un breve racconto, dove ciascuno narra del proprio altrove, un luogo fisico e una condizione simbolica e metaforica costantemente presenti nelle loro vite.

Questo progetto si inserisce nel programma della nona edizione del FFDUL, permettendo al pubblico un’esperienza importante anche fuori dalle sale cinematografiche.

La mostra sarà aperta dal 18 al 23 ottobre al primo piano della Villa Ciani di Lugano.
Orari di apertura: 11.00 - 18.00
Entrata gratuita

I visitatori della mostra si confronteranno con aperture tangibili e fisiche che, attraverso le storie di 60 rifugiati, da e in varie parti del mondo, diventano finestre sull’intimità di queste persone. Ogni illustrazione parte dalle fotografie delle finestre delle loro abitazioni e ogni veduta è accompagnata da un testo, scritto dal protagonista che spiega quello che lei o lui vede oggi e quanto si è lasciato alle spalle. 

Questo tema è sempre presente anche nella scelta dei film proposti dal Festival  data la sua rilevanza  imprescindibile nella riflessione sui diritti umani e sulle diseguaglianze. Progetti di questo tipo ci consentono di continuare a maturare la nostra consapevolezza partendo da una prospettiva diversa. 

“Il viaggio interiore di un rifugiato probabilemente non ha mai fine. I segni lasciati dall’impulso iniziale a fuggire non svaniscono mai completamente. Una finestra è un oggetto fisico, ma la vista che essa incornicia non lo è. Guardare fuori da una finestra non significa solo rivolgere lo sguardo verso un paesaggio, ma anche rivolgerlo verso l’interno, verso noi stessi e il viaggio della nostra vita, ripercorrendo i passi che ci hanno condotti fino a quel preciso punto dello spazio e del tempo” 
Matteo Pericoli

Tavole e racconti tratti dal cofanetto a tiratura limitata del libro Finestre sull’altrove. 60 vedute per 60 rifugiati, Il Saggiatore.

Allestimento curato da Studio It's, Lugano

Condividi