06 Dic
21

Il film Youth Unstoppable per la Giornata Mondiale dei Diritti Umani

Il film Youth Unstoppable per la Giornata Mondiale dei Diritti Umani

In occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani del 10 dicembre, il FFDUL propone, insieme al Festival dei Diritti Umani di Milano, un importante appuntamento streaming per riflettere sull’esito di COP26 e l’impatto dei cambiamenti climatici sui Diritti Umani.

Il 10 dicembre è la Giornata Mondiale dei Diritti Umani, in memoria della proclamazione della Dichiarazione universale del 10 dicembre 1948.

Per questa giornata vogliamo proporre una riflessione in forma di film e di talk sul connubio tra diritti umani e ambiente perché la distruzione dell’ecosistema è la più pericolosa e globale violazione dei Diritti Umani, perché mette in pericolo tutti gli esseri viventi.

Il 10 dicembre sulla piattaforma festivaldirittiumani.stream (dalle 9:00, per 48 ore) sarà possibile vedere gratuitamente “YOUTH UNSTOPPABLE”, documentario della ventinovenne canadese Slater Jewell-Kemker che racconta l’ascesa del Global Youth Climate Movement. Girato in 12 anni, a partire da quando la regista era appena quindicenne, il documentario segue la nascita dei primi movimenti giovanili ambientalisti e la loro evoluzione, in relazione ai cambiamenti climatici avvenuti negli stessi anni.

Oltre al film, sulla piattaforma, sarà possibile vedere anche l’intervista alla giovane regista e attivista e, il 10 dicembre alle 18:00, il talk con Marirosa Iannelli (delegata Italian Climate Network alla COP26 di Glasgow), Alberto Giuffrè (giornalista, inviato a Glasgow per Sky tg24 e l’intervento di Paola Nurnberg (giornalista, inviata a Glasgow per la RSI).

Da anni i Festival dei Diritti Umani di Milano e di Lugano accompagnano gli attivisti e le attiviste che documentano l’ingiustizia climatica, l’effetto a catena clima/guerre, le violazioni dei diritti fondamentali di chi difende la propria terra dalle economie di rapina.

“La COP26 doveva decidere la riduzione l’uso di sostanze climalteranti. Veti incrociati e scarso coraggio dei governi nazionali, hanno prodotto invece scarsi risultati - spiegano Danilo De Biasio e Antonio Prata, rispettivamente direttore del Festival dei Diritti Umani di Milano e di Lugano - occorre dare voce a chi, come i giovani che riempiono le piazze, chiedono una giustizia climatica che non scarichi sulle popolazioni più povere il costo di un benessere per pochi privilegiati. Per due Festival come i nostri - concludono Danilo De Biasio e Antonio Prata - è vitale essere in mezzo a questa onda, per coglierne il senso, per poterlo condividere. Altro che “giardinaggio giovanile” come vengono definite le proteste per l’ambiente da parte delle élite chiamate a rispondere dei loro fallimenti”.

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