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10 Set
21

Il Premio Diritti Umani per l’Autore 2021 a Alexander Nanau

Il Premio Diritti Umani per l’Autore 2021 a Alexander Nanau

Quest’anno il Premio Diritti Umani per l’Autore 2021 verrà consegnato al regista e produttore tedesco-rumeno Alexander Nanau.

Alexander Nanau sarà presente al Film Festival Diritti Umani Lugano per ricevere il premio e incontrare il nostro pubblico. La cerimonia di consegna del premio si svolgerà con la proiezione del film Collective candidato all’Oscar 2021 come miglior documentario e miglior film in lingua straniera e tra i molti altri riconoscimenti internazionali è stato insignito del premio Lux del pubblico 2020/2021 dal Parlamento Europeo.
Presenterà al FFDUL anche il suo film precedente Toto and his sisters. Saranno quindi diverse le occasioni per dialogare con lui e approfondire il suo lavoro.

Il regista Alexander Nanau con il suo film COLLECTIVE, candidato all'Oscar, è stato scelto come destinatario del Premio per i Diritti Umani per l'Autore del Film Festival Diritti Umani di Lugano 2021 per la sua volontà di sottolineare l'importanza fondamentale di un giorna- lismo coraggioso e libero, svelando la corruzione politica, la malasanità e le menzogne del governo rumeno nei confronti di un intero popolo. 

Il Festival è felice di poter consegnare il premio direttamente nelle mani di Alexander Nanau durante la serata di venerdì 15 ottobre al Cinema Corso (ore 20.45).

COLLECTIVE si dimostra estremamente attuale, a maggior ragione alla luce di questi due anni di pandemia in cui la gestione della sanità di molti governi è stata spesso messa in discussione, dimostrando i suoi limiti e la sua fragilità. Il film di Alexander Nanau evidenzia inoltre la rilevanza e il valore imprescindibile di un'informazione libera, che non ha paura del potere e che indaga in nome della verità e della giustizia.

Alexander Nanau è nato a Bucarest nel 1979. La sua famiglia appartiene ai Sassoni della Transilvania, una minoranza culturale di origine tedesca che vive da generazioni in Romania. All'età di 12 anni Alexander e la sua famiglia emigrano in Germania per poi diventare cittadini tedeschi. Nanau ha studiato regia alla Deutsche Film und Fernseh Akademie di Berlino. Realizza il suo primo lavoro di regia nel 2006, con un documentario sul lavoro di Peter Zadek, considerato oggi uno dei più grandi registi del teatro di lingua tedesca.

Nel 2008 e 2009 gira il documentario The world according to lon B, ritratto di un vagabondo rumeno che vive nel cortile di un complesso residenziale, tra i rifiuti dei residenti, e che ha le valigie piene dei collage potenti e sovversivi che realizza dagli anni '70. Per tutti questi anni ha tratto ispirazione dal suo sconfinato amore per il cinema e dal suo altrettanto sconfinato odio per il regime comunista di Ceausescu. Quando qualcuno informa il gallerista Dan Popescu di questo tesoro artistico quest'ultimo prende il vagabondo sotto la sua ala protettrice e cerca di dargli una nuova vita. Ma il coinvolgente lon ha ancora bisogno di un po' di tempo per adattarsi al suo status di artista e a tutto il trambusto che ne deriva. Un ritratto commovente di un talento straordinario e unico, che ci presenta anche una Romania ancora appesantita dal peso del suo passato comunista. ll documentario è stato selezionato da oltre 40 festival cinematografici internazionali e, nel 2010, riceve il premio Emmy Award for Best Arts Programming.

ll suo terzo documentario Toto and His Sisters (2014), prodotto insieme a HBO Europe, è stato presentato in anteprima al San Sebastian Film Festival nella sezione 'New Directors' e ha vinto importanti premi ai festival internazionali di Angers, Zurigo, Varsavia, Jihlava, Lipsia e Sarajevo. È stato nominato come 'Miglior documentario' agli European Film Awards 2015. Nanau racconta la vita di tre bambini rom nella periferia di Bucarest in gran parte partendo dal loro punto di vista, l'altezza è quella dello sguardo di un bambino e delle immagini filmate dalla sorella di Toto, Andree, alla quale il regista affida una piccola videocamera affinché possa raccogliere squarci della loro vita quotidiana.

ll 15 gennaio 2021, il giovane regista rumeno ha rifiutato la medaglia al Merito culturale che il presidente rumeno Klaus lohannis gli ha assegnato per il suo ultimo film Collective in occasione della Giornata nazionale della cultura, celebrata il 15 gennaio 2021.

All'origine della protesta, il mancato sostegno all'industria cinematografica colpita dalla pandemia COVlD-19. "Come regista - afferma Nanau - che in questo momento sta attirando la più grande attenzione internazionale sulla cultura e il cinema rumeni, ritengo che sarebbe ipocrita accettare questo onore poiché il cinema e le sue strutture istituzionali sono cerebralmente morte. Da marzo 2020 ad oggi, le autorità non solo si sono rifiutate di affrontare questo argomento, ma per di più l'hanno aggravato per incuria e mancanza di iniziativa".

Con Collective, Nanau, già vincitore del Premio Emmy, ha ricevuto la candidatura agli EFA per il miglior documentario europeo European Documentary 2020 e la nomination agli Oscar nel 2021.

Il Premio Diritti Umani per l'autore era stato assegnato nel 2020 a Jason Da Silva, nel 2019 al regista Hassan Fazili, regista di Midnight Traveler, e nel 2018 a Markus Imhoof.

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