13° Edizione / 11-18.10.2026

02 Settembre 2026

Premio Diritti Umani per l'Autore 2026

Il Premio Diritti Umani per l’Autore 2026 verrà consengato alla regista camerunense ROSINE MBAKAM. Con il suo cinema dà voce alla realtà del suo paese, alle donne africane e della diaspora, raccontandone le vite attraverso uno sguardo capace di mettere in discussione le eredità del colonialismo. Avremo modo di incontrarla il 16 e il 17 ottobre al FFDUL.

Il Premio Diritti Umani per l'Autore è ormai un appuntamento consolidato del Festival. Questo riconoscimento, istituito da FFDUL nel 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, è dedicato ad autori e autrici che dimostrano, nel loro percorso artistico, un’attenzione e una particolare sensibilità ai temi dei Diritti Umani. Testimoni e spesso loro stessi protagonisti di ingiustizie e violazioni, fanno del mezzo cinematografico uno strumento potente di ricerca e denuncia. Il Premio è quindi un modo fondamentale per sostenere, incoraggiare e soprattutto portare l’attenzione sul loro lavoro. In passato è stato conferito a: Markus Imhoof, Hassan Fazili, Jason DaSilva, Alexander Nanau, Neary Adeline Hay, Manijeh Hekmat, Avi Mograbi e Garin Nugroho.

Durante la 13a edizione lo consegneremo alla regista e produttrice ROSINE MBAKAM 

Considerata una delle più importanti cineaste contemporanee. Attraverso le sue opere capaci di muoversi tra documentario e finzione, Mbakam ha costruito uno sguardo personale e profondamente politico sulle eredità del colonialismo, sulla migrazione, sul razzismo sistemico e sulle forme di sfruttamento che attraversano la vita delle donne africane e della diaspora.

mambar pierrette still01

©Fotogramma dal film Mambar Pierrette 

Con questo riconoscimento, FFDUL premia un percorso coerente e necessario, capace di unire ricerca cinematografica e impegno civile. Il cinema di Rosine Mbakam non si limita a rendere visibili persone e storie spesso escluse dalla rappresentazione, ma invita il pubblico a interrogare la posizione dalla quale guarda, mettendo in discussione gerarchie, stereotipi e forme di dominio ancora presenti. La consapevolezza del ruolo storicamente ricoperto dal documentario nel legittimare il colonialismo l’ha portata a utilizzare lo stesso linguaggio cinematografico per decostruirne le eredità e cercare forme di rappresentazione più giuste nei confronti delle persone filmate.


Il suo cinema entra negli spazi della vita quotidiana - una casa, un salone di parrucchiera, una sartoria - e li trasforma in luoghi nei quali leggere rapporti di classe, genere, origine e potere. Al centro delle sue opere ci sono soprattutto donne camerunesi e africane che affrontano patriarcato, violenza, precarietà economica, razzismo e lavoro invisibile, ma anche donne capaci di creare reti di solidarietà e nuove possibilità di autonomia.


Mbakam rifiuta lo sguardo occidentale e vittimizzante rivolto al continente africano, rivendicando il diritto di raccontare le esperienze delle protagoniste dal punto di vista delle loro comunità. La sua macchina da presa non osserva dall’esterno, ma crea uno spazio di ascolto e relazione nel quale le persone filmate partecipano attivamente alla costruzione del racconto.

©ritratto di Rosine Mbakam - Lore Thouvenin 

Film Festival Diritti Umani Lugano / 11-18 Ottobre 2026

Il Festival dipende per la sua organizzazione dalle donazioni di enti e partner pubblici e privati. Aiutaci anche tu con un contributo, per noi è importante!