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Festival Diritti Umani Lugano (2a edizione)

Seconda Edizione, 14- 18 Ottobre 2015

Cinque giorni di film, dibattiti, incontri e mostre dedicati alla difesa dei diritti umani.

Per informare e sensibilizzare un ampio pubblico sul rispetto dei Diritti Umani nel mondo ed in Svizzera. In collaborazione con le istituzioni e le organizzazioni attive in questo settore. Film di qualità, discussioni e tavole rotonde animate da noti esperti internazionali, con un accento speciale sulla partecipazione dei giovani.

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Second Edition, 14- 18 October 2015

A five-day program featuring films, debates, meetings and exhibitions in defence of human rights.

To increase public awareness on the importance of respecting human rights in Switzerland and in the world. With the support of institutions and NGOs active in the human rights sector. High quality movies, discussions and round tables featuring renowned international specialists, with a special focus on involving young people in the debate.


La seconda edizione del festival è dedicata al popolo eritreo ed a Raif Badawi

Il popolo eritreo vive ciò che può essere definito un vero e proprio esodo: nel mondo si contano oltre un milione di esuli eritrei, su una popolazione di quattro milioni di abitanti. Vittime di un sistema autocratico e deprivante messo in atto da Isaias Afewerki che dal 1993 detiene il comando del Paese. Migliaia sono gli eritrei che fuggono ogni mese alla ricerca di una possibilità di vita migliore e per evitare il servizio militare obbligatorio e di durata indefinita. Un viaggio, quello intrapreso dai migranti, che si scontra con la terribile realtà dei trafficanti di esseri umani nel Sinai, sulla costa e, una volta raggiunta l’Europa, con le difficoltà d’integrazione accentuate dall’attuale crisi internazionale dei rifugiati. Da molto tempo la Svizzera ed il Canton Ticino accolgono numerosi eritrei che richiedono asilo politico costituendo una delle più importanti comunità di profughi. L’Eritrea vanta il triste primato di essere il Paese con il più alto livello di censura al mondo, sprezzante dei diritti dei propri cittadini. Le numerose violazioni dei diritti umani sono, inoltre, sistematiche e la repressione è drammaticamente senza fine. La popolazione eritrea, infatti, è vittima di detenzioni arbitrarie, tortura, condizioni carcerarie disumane, restrizione della libertà di parola, movimento e credo, arruolamento e lavoro forzato.

Blogger, giornalista e scrittore saudita, Raif Badawi è detenuto dal 17 giugno 2012 in Arabia Saudita. Il primo settembre 2014, la Corte d'appello di Gedda ha condannato Badawi a 10 anni di prigione, 1.000 frustate ed una multa di 1.000.000 di rial sauditi (oltre 200.000 CHF), per aver creato ed amministrato il sito Free Saudi Liberals - attraverso il quale militava per una liberalizzazione morale dell’Arabia Saudita - ed aver insultato l'Islam. Il 9 gennaio 2015, Raif Badawi ha ricevuto le prime 50 frustrate dopo la preghiera del venerdì di fronte alla moschea di al-Jafali a Gedda. Dopo un consulto medico che ha stabilito che non era possibile procedere alla successiva sessione di frustate, Badawi non è stato più visitato e non è più uscito dalla sua cella. Oggi non sono conosciute le sue attuali condizioni di salute ma il blogger, anche grazie ai continui appelli per la sua liberazione lanciati dalla moglie Ensaf Haidar, che insieme ai tre figli ha trovato rifugio in Canada, è senza dubbio diventato, nel mondo, un simbolo della lotta per la libertà di stampa e di espressione.

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